Guascogna, nella terra dei Moschettieri

Guascogna. Soltanto a pronunciarne il nome, emergono nella mente esili figure di spadaccini, sontuosi cavalieri, ladruncoli e mascalzoni di ogni sorta. La Guascogna è una landa sempre vestita a festa, con i suoi boschi e i suoi vigneti, le strade che ondeggiano tra le colline, le fattorie disseminate tra le valli e vecchie Renault gelosamente parcheggiate accanto alle porte di casa. Difficile non imbattersi in una fiera di paese o in un colorato mercato di frutta e verdura, dove i profumi della terra si mescolano con quella tipica parlata guascona, spiccia e scherzosa.

È una regione costellata di paesi che contano poco più di un pugno di case: il tempo di leggere il cartello al loro ingresso e sono già finiti. Ma tanto basta per divorarne il profumo di baguette che ovunque cammina. E se si è alla ricerca di un buon vino, la scelta non manca. I guasconi si vantano soprattutto dei loro rossi, corposi, sanguigni, testardi: 14 gradi, un bicchiere di troppo e si potrebbe già dire più di ciò che si pensa. Sono vini dalle grandi potenzialità. Lo conferma anche Henry de Baz, pronipote di D’Artagnan che, proprio qui, ha la sua azienda. All’interno del suo Chateau de Salles, infatti, Henry produce il vino Buzet, lo stesso di cui si beava (e spesso eccedeva) il suo celebre avo. Buon sangue…ops, vino non mente!

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